Settimana scorsa: mostra sugli annisettanta in Triennale. Molto bella a mio modesto parere, per chi li ha vissuti quegli anni e per chi come me non era nemmeno in preventivo...sui muri frasi di De Andrè.."si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura"...
Sopratutto perchè ci permette di farne esperienza degli anni settanta, andare in un bar ricostruito nei minimi dettagli, gridare slogan femministi e sentirsi parte di un corteo che riproduce la tua immagine e il tuo grido all'infinito, entrare nella ricostruzione del luogo in cui è stato tenuto Aldo Moro e sopratutto vedere alla tv l'annuncio della morte dato da un giovane giornalista del Tg1...Vespa....per non parlare poi della musica, del cinema, dei giornali e delle miriadi di lotte che si facevano con conseguenti sigle che si adottavano.
Mi sarebbe piaciuto esserci...e un pò ci sono stata, perchè è vero, gli anni settanta sono ancora tra noi con le loro categorie di interpretazione del mondo, la musica a cui molti di noi non riesce a prescindere, le lotte e gli ideali. Mi sarebbe comunque piaciuto essere lì e non qui a provare ad entrare in questo tempo così veloce in cui mi trovo spesso a non riuscire a formulare un pensiero completo che il tempo a disposizione è già scaduto. Mi piacerebbe ritrovare il tempo di avere tempo, non essere rintracciabile dai cellulari, non conoscere google e britney spears, corona e la moric...eppure è scontato e banale dire che senza quegli anni non saremmo noi. Qualcosa si è perso, ma quanto ci hanno lasciato quegli annisettanta!
"L'altro è sempre infinitamente meno importante dell'io ma sono gli altri che fanno la storia."P.Pasolini

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